	
    {"id":33920,"date":"2022-09-27T15:23:41","date_gmt":"2022-09-27T13:23:41","guid":{"rendered":"https:\/\/colosseo.it\/?post_type=pubblicazioni&#038;p=33920"},"modified":"2022-09-27T15:42:08","modified_gmt":"2022-09-27T13:42:08","slug":"carcer-tullianum-il-mamertino-al-foro-romano","status":"publish","type":"pubblicazioni","link":"https:\/\/colosseo.it\/zh-hans\/pubblicazioni\/carcer-tullianum-il-mamertino-al-foro-romano\/","title":{"rendered":"Carcer Tullianum. Il Mamertino al Foro Romano"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">A ridosso delle pendici NE del Colle Capitolino, al di sotto della seicentesca chiesa di S. Giuseppe dei Falegnami con annesso Oratorio, si conservano le strutture del <em>Carcer-Tullianum<\/em> (\u201cCarcere Mamertino\u201d di comune memoria) uno dei complessi monumentali di et\u00e0 repubblicana pi\u00f9 rilevanti del Foro Romano (area del Comizio) e pi\u00f9 cari alla fede cristiana perch\u00e9 legato alla figura di San Pietro. Connesso al sistema sostruttivo\/difensivo del Campidoglio sin dall\u2019et\u00e0 arcaica (le cd. \u201cMura Serviane\u201d) il <em>Carcer-Tullianum<\/em>, secondo quanto attestato dalle fonti classiche, fungeva da luogo di reclusione dei nemici di Roma condannati a morte ed era composto da due nuclei distinti, il <em>Carcer<\/em> ed il <em>Tullianum<\/em> (ambiente ipogeo). Con <em>Carcer<\/em> si intende l\u2019ambiente a pianta trapezoidale con gli ambienti attigui, di et\u00e0 repubblicana (fine IV-II a.C.), che fu monumentalizzato nel I d.C. per disposizione senatoria, come recita l\u2019iscrizione dedicatoria posta a coronamento della facciata in travertino che si apre rivolta verso il Foro Romano, edificata in quella occasione. Nel suo insieme si presenta come un sistema di strutture lapidee in opera quadrata, articolate e a varie quote, a ridosso delle pendici dell\u2019Arce capitolina rivolte verso la valle del Foro Romano. Il complesso creava una possente quinta muraria che fa da sfondo al Foro Romano e in stretta relazione con gli edifici dove si svolgeva la vita politica, giudiziaria e giuridica di Roma: la Curia, il Comizio e i tribunali. <em>Tullianum<\/em> \u00e8 la denominazione dell\u2019ambiente ipogeo in blocchi di peperino (IV a.C. con una probabile fase di fine V a.C.) caratterizzato dalla sorgente che risale, per pressione, dal piano pavimentale attraverso una piccola apertura quadrata in fase con il pavimento stesso. Originariamente a pianta circolare (tholos) &#8211; come rivelato dagli scavi &#8211; assume la forma in pianta ad arco di cerchio, quando la costruzione del prospetto esterno del <em>Carcer<\/em> ne determina in parte lo smantellamento. Nessun dato \u00e8 emerso dallo scavo per riconoscervi la funzione di cisterna; lo stesso condotto, che fino all\u2019ultima campagna d\u2019indagine scaricava all\u2019esterno l\u2019acqua raccolta nel pozzo, \u00e8 moderno.\u00a0Risale sicuramente alla prima et\u00e0 imperiale la teca rinvenuta sul piano pavimentale scavata appositamente per ospitare il materiale di et\u00e0 arcaica e repubblicana deposto dopo un\u2019azione rituale svoltasi in un giorno d\u2019autunno. Questo deposito e la sorgente portano a concludere, con un certo margine di sicurezza, che il <em>Tullianum<\/em> originariamente fosse stato costruito per una sorgente sacralizzata: forte il richiamo alla fonte dove, raccontano gli autori antichi, Tarpea incontra per la prima volta il re dei Sabini nemici dei Romani, Tito Tazio, e prendono avvio la serie di accadimenti che portano al tradimento da parte della giovane e alla sua morte \u00c8 suggestivo pensare che l\u2019acqua del <em>Tullianum<\/em> (\u201cAcqua Tulliana\u201d) sia quella presente nel racconto del tradimento di Tarpeia. La giovane romana, figlia di Spurio Tarpeio comandante della rocca capitolina, incontra Tito Tazio, capo dei nemici Sabini, presso una fonte (non se ne tramanda il nome) situata al di fuori delle mura dell\u2019arce capitolina verso la piana che ospiter\u00e0 poi il Foro Romano. Segue il tradimento e la punizione: Tarpea \u00e8 uccisa seppellita viva sotto il cumulo degli scudi sabini. Anche il padre, ritenuto colpevole per aver perso la postazione, \u00e8 giustiziato, precipitato per mano degli stessi Romani dall\u2019alto della rupe ricordata come Rupes Tarpeia o Saxum Tarpeium. La rupe che oggi si tende a collocare sull\u2019Arx nel settore che sovrasta il <em>Carcer-Tullianum<\/em>, il luogo votato per eccellenza alla uccisione dei nemici del Popolo Romano. Il complesso continua a vivere trasformato in et\u00e0 alto medievale in luogo di un culto cristiano, luogo che dal XII secolo si connota dedicato agli Apostoli Pietro e Paolo: la chiesa di S. Pietro in Carcere. Anche se coperta dalle fondazioni della chiesa S. Giuseppe dei Falegnami costruita nel XVI secolo, rimarr\u00e0 sempre aperta al culto, impedendone cos\u00ec la distruzione. In un vano del Carcer coperto dalle fondazioni della chiesa seicentesca \u00e8 ricavata alla met\u00e0 del XIX secolo una cappella destinata ad ospitare il \u201cCrocifisso delle Carceri\u201d, un crocifisso ligneo esposto in precedenza alla piet\u00e0 popolare sulla facciata in travertino del <em>Carcer<\/em>. Il <em>Carcer-Tullianum<\/em> e le strutture rinvenute dopo i recenti scavi fanno oggi parte del percorso espositivo del museo che ne racconta la complessa storia.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A ridosso delle pendici NE del Colle Capitolino, al di sotto della seicentesca chiesa di S. 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