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La base di Gabinius Vettius Probianus
La base per statua venne riedificata da Gabinius Vettius Probianus, prefetto dell’Urbe nel 377 d.C.
ISCRIZIONE
L’iscrizione alta 5,5-6 cm si articola in otto righe, scolpite sulla base marmorea:
Gabinius Vettius Probianus, v(ir) c(larissimus), praef(ectus) / urbi, / statuam fatali neces/sitate conlabsam, /(6) celeberrimo urbis / loco adhibita diligen/tia reparavit.
Gabinius Vettius Probianus, di rango clarissimus, prefetto della città, restaurò diligentemente [questa] statua, caduta in una fatale calamità, portata nel luogo più frequentato della città.
Corpus Inscriptionum Latinarum, VI, 3864b=31884 (+p. 4769)
DESCRIZIONE
Base in marmo bianco. 140 x 93 x 77.
La base è stata rotta in pezzi e ricomposta con grappe perni e cemento. Tutti e quattro i lati sono conservati. Il lato sinistro fa pensare che sia stato rifinito in modo uniforme su tutti i lati.
Il campo epigrafico misura 92 x 71 cm. È ruvido, irregolare e profondo, il che indica che è stato tagliato per essere riutilizzato.
La parte anteriore della base era incorniciata da modanature su tutti i lati, ma queste sono state scalpellate al momento del riutilizzo.
Il lato destro era decorato con una patera. Il lato sinistro è gravemente danneggiato.
Presenta tre fori per tasselli moderni e forse alcuni pezzi utilizzati nella ricostruzione della base sono estranei.
La parte superiore è in gran parte coperta da un’altra base. Presenta un foro rotondo scavato per l’asportazione del metallo.SOGGETTO
La base è stata rinvenuta nel Foro Romano, davanti al Tempio di Antonino e Faustina; si trova ancora oggi nel Foro Romano, davanti alla Basilica Iulia.
Il soggetto della statua non è identificato dall’iscrizione. Si dice che una statua danneggiata da una “fatale calamità” sia stata restaurata e spostata in un luogo più frequentato.Gabinius Vettius Probianus era quasi certamente il prefetto della città nel 377.
È stato suggerito che possa essere il Probianus che fu prefetto urbano nel 416 (Bauer 1996, 29-30). Tuttavia, è più sensato identificare questo successivo prefetto con Rufius Probianus, vicarius urbis Romae all’inizio del V secolo. -
Stato di conservazione
La base di statua in marmo bianco oggetto dell’intervento è fratturata in diversi frammenti assemblati in precedenti interventi di restauro mediante malte, grappe e perni in lega di rame.
Il manufatto presenta diverse mancanze e tutta la superficie del marmo appare erosa con un aumento considerevole della sua porosità superficiale.Lo stato di conservazione degradato della superficie marmorea e l’ambiente in cui è collocata l’opera sono la prima causa dell’estesa colonizzazione e crescita di specie biodeteriogene.
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Intervento di restauro
L’intervento di restauro riguarda diverse fasi operative, quali la rimozione di depositi incoerenti e coerenti, il trattamento biocida, l’estrazione dei pigmenti prodotti dai microrganismi e l’eliminazione di vecchie malte e stuccature.
Il lavoro proseguirà con azioni di consolidamento localizzato ove necessario. Verranno trattati tutti gli elementi metallici ossidati con inibitori di corrosione e protetti con prodotti specifici. Se necessario si eseguiranno incollaggi di frammenti staccati.Il restauro del manufatto si concluderà con il risarcimento con malte a base di calce idraulica delle linee di frattura presenti sull’opera e delle mancanze ricostruibili.
Al termine dell’intervento di restauro verrà applicato sulla base in marmo un prodotto che protegga le superfici dall’attivazione di nuovi processi di degrado e dai possibili graffiti vandalici.