Saffo è la mostra dedicata all’unica grande voce femminile sopravvissuta della letteratura greca arcaica: Saffo di Lesbo.
L’esposizione sarà allestita presso le Uccelliere Farnesiane sul Palatino, nel Parco archeologico del Colosseo, dal 15 ottobre 2026 al 31 gennaio 2027.
La mostra, promossa dal Parco archeologico del Colosseo e con l’organizzazione di Electa, è curata da Silvia Romani. Rappresenta il secondo atto del progetto espositivo dedicato alle figure femminili più moderne dell’antichità, ponendosi in continuità con la mostra dedicata a Penelope (19 settembre 2024 – 12 gennaio 2025) ospitata negli stessi spazi.
Saffo non viene soltanto raccontata: è invocata come una presenza, allo stesso modo in cui la poetessa convocava accanto a sé la sua Afrodite, alla fine del VII secolo a.C. I suoi versi tornano allora a farsi voce e corpo, profumo e luce, esperienza capace di attraversare insieme i sensi e la memoria.
Due i nuclei complementari che compongono il percorso espositivo: la Saffo storica e poetica e la Saffo leggendaria e popolare, in un continuo gioco di rimandi tra realtà e mito, antichità e modernità.
Nel primo padiglione delle Uccelliere il focus è dedicato alla “Saffo reale”, ricostruita attraverso le testimonianze materiali dell’antichità e la loro lunga ricezione visiva: vasi figurati, sculture, dipinti e manoscritti restituiscono il profilo di una poetessa consapevole della funzione immortale della poesia, celebrata dagli antichi come “decima Musa”. Questo nucleo è attraversato da un forte impianto sensoriale che prende le mosse da due immagini centrali dell’immaginario saffico: il tuffo e la luna. Il tuffo – gesto estremo, ambivalente tra morte e immortalità – è evocato come esperienza visiva e sonora, insieme alla luna, presenza costante nei frammenti poetici e nella loro fortuna letteraria e artistica, che diventa elemento architettonico e simbolico, attraverso anche una suggestiva proiezione capace di amplificare la dimensione contemplativa e notturna della poesia di Saffo.
Il secondo padiglione delle Uccelliere è consacrato alla leggenda di Saffo, alle sue sopravvivenze e metamorfosi dall’Ottocento fino alla cultura pop. Qui la poetessa si fa icona, musa, figura proiettiva, attraversando estetiche liberty e decò, immaginari vittoriani e reinvenzioni moderne. L’allestimento assume il carattere di un giardino artificiale e interiore, con immagini e fotografie che richiamano il clima dei giardini ottocenteschi e delle prime mitologie femminili moderne. Un profumo di rosa nello spazio accentuando quanto evocato dai frammenti saffici.
Le Uccelliere Farnesiane, con la loro natura di spazi sospesi tra architettura storica e giardino, si offrono come luogo ideale per restituire a Saffo non tanto una biografia impossibile, quanto un’esperienza.