Colosseo
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Beda il Venerabile, un monaco vissuto nel VII secolo profetizzava che
Quamdiu stat Colysaeum stat et Roma, quando cadet Colysaeum cadet et Roma, quando cadet et Roma cadet et mundus,
Finché esisterà il Colosseo, esisterà anche Roma, quando cadrà il Colosseo, cadrà anche Roma; quando cadrà Roma, cadrà anche il mondo
Ed è forse anche per questo che il Colosseo va curato e manutenuto con costanza e attenzione! il Colosseo è un monumento grande e fragile, inserito in un contesto urbano complesso e visitato ogni anno da milioni di visitatori; per questi motivi è necessaria un’attenzione specifica alla sua conservazione.
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La manutenzione programmata
Da qualche anno è attivo un sistema unico di manutenzione programmata del Colosseo, dell’arco di Costantino e della Meta Sudans mirato alla conservazione delle strutture e degli apparati decorativi, ma anche al funzionamento dei suoi impianti, permettendo la buona conservazione e la fruizione in sicurezza da parte dei visitatori.
La manutenzione del Colosseo viene condotta da una équipe multidisciplinare composta da 5 restauratori e 11 operai specializzati che operano 365 giorni l’anno, 7 giorni su 7 dall’alba al tramonto supportati da architetti, archeologi, diagnosti dei beni culturali, fotografi, chimici, geologi, biologi e ingegneri strutturisti che collaborano attivamente al benessere del monumento che non chiude -quasi- mai lavorando ogni giorno per:
restauro e manutenzione delle superfici e degli apparati decorativi come stucchi, affreschi, manufatti mobili
manutenzione delle strutture antiche in travertino, tufo, marmo, laterizi, malta
manutenzione museo diffuso
scavi archeologici
manutenzione delle strutture con piattaforme elevatrici e lavori in corda
riparazione di danneggiamenti e rimozione di graffiti vandalici
manutenzione degli impianti
supporto dei grandi eventi
pulizia e decoro
ricerca, studio e sperimentazioneDal 2024 il Colosseo è dotato di un rilievo 3D completo del monumento e un HBIM – Heritage Building Information Modeling- a supportare la gestione, la manutenzione, la progettazione dei nuovi interventi ma anche la promozione, la conoscenza e la fruizione del bene.
La grande presenza di visitatori e l’attenzione del Parco per l’ambiente ha portato alla ricerca di metodi di manutenzione sostenibile a tutela del monumento, dell’ambiente e della fauna che lo abita.
riduciamo il consumo di acqua
eliminiamo l’uso di sostanze dannose
regoliamo le attività in base alla fauna residente (gatti, piccoli rapaci e volatili, rettili e roditori)
sperimentiamo metodi green e bio-based per il consolidamento dei materiali e per il controllo dei biodeteriogeni come oli essenziali e estratti vegetaliLa sfida che ci poniamo è condurre attività di manutenzione e conservazione non limitando la fruizione del monumento e l’attività di studio e approfondimento.
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Il Passaggio di Commodo
Il cosiddetto Passaggio di Commodo era un percorso sotterraneo di collegamento tra il palco riservato alle alte gerarchie dell’Impero (pulvinar) posto sul lato meridionale del Colosseo e l’esterno del monumento. L’associazione al nome dell’imperatore Commodo (180-192 d.C.) deriva dalla presunta rispondenza del passaggio al luogo tenebroso dell’Anfiteatro nel quale questi subì un attentato (Cassio Dione, LXXII, 4).
Non previsto in fase di costruzione, il passaggio fu realizzato, stando ai bolli laterizi, tra gli ultimi anni del regno di Domiziano (81-96 d.C.) e l’impero di Traiano (98-117 d.C.), comportando modifiche rilevanti alle strutture e all’impianto idraulico dell’Anfiteatro, senza comprometterne il funzionamento complessivo.
Il corridoio si compone di tre bracci: due in direzione Est-Ovest, mentre il terzo, che ne costituisce l’elemento di congiunzione, orientato in senso Nord-Sud e provvisto di lucernari inclinati e disposti a intervalli regolari, per illuminare il percorso. Uscito dell’Anfiteatro, piegava in direzione Est, in direzione ignota: l’area delle palestre, tra cui il Ludus Magnus, o il colle Celio.
Anche se sono ancora imprecisate l’estensione, la funzione e la datazione, la nobile destinazione d’uso è indicata dai pregiati rivestimenti in stucco e in marmo che ne ornavano la volta e le pareti e che subirono modifiche e restauri nel corso dei secoli fino alla fine degli spettacoli. La volta era impreziosita da lacunari in stucco, mentre lastre di marmo, con cornici e zoccolo alla base dei muri, disegnavano ampi riquadri sulle pareti.
Successivamente, le lastre in marmo vennero sostituite da una decorazione pittorica a fondo bianco ravvivata da elementi vegetali o faunistici. Sulla volta, invece, continuò a sussistere una ricca ornamentazione in stucco, con riquadri e clipei recanti motivi figurati ispirati alla sfera mitologica e dionisiaca. Della pavimentazione originaria si conserva una piccola porzione del tardo pavimento a mosaico con tessere bianche e nere. All’interno delle due nicchie perimetrali si conservano gli strati preparatori di una decorazione in stucco con scene di spettacoli anfiteatrali.
A partire dal 2021 è stato condotto un intervento di restauro volto a recuperare le strutture e le superfici decorate del passaggio. L’intervento concluso nel 2025 è stato dedicato al recupero delle superfici del primo tratto e di parte del secondo e dei residui di decorazione in stucco. Nella primavera del 2026 inizierà quello sui dipinti murali del tratto residuo. Nel corso del tempo infatti le superfici esposte agli agenti atmosferici sono state interessate dalle forme di degrado legate all’inquinamento, all’umidità e all’esposizione all’aperto. Oltre a fenomeni di decoesione e distacchi delle decorazioni in stucco. Le superfici erano uniformemente coperte da uno spesso strato di deposito di polveri e inquinamento. Le superfici decorate in stucco e i loro strati preparatori sono state trattate eseguendo:
rimozione delle patine biologiche e della vegetazione infestante
rimozione dei depositi con acqua
pulitura degli stucchi con strumentazione laser
ristabilimento della coesione e dell’adesione degli stucchi
rimozione delle stuccature non più funzionali
stuccatura di fessurazioni e fratturazioni e microstuccatura delle superficiSono ancora apprezzabili lungo la porzione di passaggio che conserva la volta di copertura originale, alcuni lacerti di dipinti murali attualmente scarsamente leggibili a causa delle condizioni conservative e dello strato di depositi e patine biologiche che le ricoprono. Per tali lacerti si è intervenuto con la rimozione del deposito superficiale incoerente, la rimozione delle patine biologiche presenti sulla superficie, la pulitura con strumentazione laser e la riadesione degli strati che compongono i dipinti.
Il Passaggio di Commodo costituisce un unicum nel Colosseo ed è ora fruibile ad un pubblico il più ampio possibile grazie all’installazione di un montascale per permettere a tutti di superare senza difficoltà i gradini di ingresso.
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La galleria intermedia
La galleria tra II e III ordine e l’intera controfacciata nord del Colosseo sono stati oggetto tra il 2021 fino e il 2023 di un esteso intervento di restauro delle superfici e consolidamento strutturale. Da giugno 2023 un nuovo ascensore panoramico consente il collegamento tra il I ordine e la galleria.
La galleria si configura come un corridoio di distribuzione, funzionale all’accesso ai piani alti del Colosseo: era un passaggio coperto che consentiva, attraverso una serie di rampe di scale, il raggiungimento del III ordine dell’Anfiteatro; da qui era possibile accedere e prendere posto nella media cavea, o salire ancora, fino ai livelli più elevati dell’edificio. La galleria si conserva solo nel settore settentrionale del monumento; nel settore nord est della stessa il crollo della volta permette uno sguardo sul sovrastante muro in opera laterizia (balteus) scandito da archi di scarico, inciso dai lunghi scassi verticali del sistema di smaltimento delle acque.
La controfacciata nord invece si sviluppa dal III ordine fino ai livelli più alti di frequentazione: si tratta dei livelli corrispondenti ai settori più alti della cavea, localizzati dai 30 ai 48,5 metri di altezza rispetto al piano dell’arena, e destinati in antico a ospitare gli spettatori appartenenti alle classi meno elevate della società, tra cui le donne. Dal basso verso l’alto si riconoscono i fornici del III ordine realizzati in blocchi di travertino. Dal IV livello si riconosce la sequenza di scale, di cui sono ancora conservati alcuni gradini in travertino, che consentivano l’accesso ai piani superiori. Infine il V e ultimo livello presenta parti in laterizio e parti costituite da blocchi in travertino di reimpiego, da riferire alle attività di rifacimento del monumento posteriori agli eventi distruttivi del III secolo d.C. citati dalle fonti antiche.
Avvicinandosi ai tempi più recenti, nel corso del XIX secolo l’intero prospetto nord è stato oggetto di alcuni interventi ricostruttivi e di consolidamento: si notano gli speroni costruiti alle estremità est e ovest su progetto rispettivamente degli architetti Raffaele Stern (1805-1807) e Giuseppe Valadier (1822-1827).
Booklet_Colosseo
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