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Progetto di restauro dei frammenti architettonici marmorei dall’area del Foro Romano, sperimentazione di prodotti antigraffito

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Nell’ambito delle attività di conservazione promosse dal Parco archeologico del Colosseo, è stato sviluppato un progetto condiviso di studio e restauro dedicato ad alcuni frammenti architettonici in marmo provenienti dal Foro romano, confluito in una tesi di diploma presso l’Istituto Centrale per il Restauro (dott. ssa Simona Dichiara, Relatori: Luciana Festa ICR, Angelica Pujia PArCo, PFP1 – ANNO ACCADEMICO 2019/2020). Si tratta di un frammento di colonna scanalata in marmo pavonazzetto e tre frammenti di capitello corinzio in marmo bianco, databili tra il II e il III secolo d.C.

Questi frammenti, esposti all’aperto e a diretto contatto con il terreno, presentano forme di degrado legate alla prolungata esposizione agli agenti atmosferici. Le superfici erano segnate da patine biologiche, erosione e disgregazione della pietra, fratturazioni, scaglie e lacune. In diverse aree erano inoltre presenti croste nere dovute all’inquinamento atmosferico.

La tesi sperimentale di diploma si articola in una fase preliminare di studio e documentazione, che include rilievi geometrici e fotografici, analisi visive e diagnostiche dei materiali costitutivi e dei fenomeni di degrado, oltre a indagini scientifiche di laboratorio. I risultati di queste indagini consentono di definire le caratteristiche dei materiali e di elaborare una metodologia di intervento rispettosa dei principi di compatibilità, reversibilità e minimo intervento.

  • Il restauro

    L’intervento conservativo prevede la rimozione della colonizzazione biologica con biocidi selezionati, seguita da una pulitura controllata delle superfici. Questa operazione viene effettuata con tecniche meccaniche e chimiche, calibrate in base allo stato di conservazione del marmo. Dove necessario, le aree interessate da fenomeni di disgregazione vengono consolidate con prodotti capaci di ristabilire la coesione della pietra. Le lacune e le fratture più significative sono reintegrate con malte tradizionali, formulate con calce e polveri di marmo per garantire stabilità e leggibilità dei manufatti.

     

  • La sperimentazione

    Un aspetto centrale del progetto è rappresentato dalla sperimentazione di trattamenti protettivi antigraffiti. Attraverso test di laboratorio condotti su campioni realizzati con materiali analoghi agli originali, sono stati valutati diversi prodotti. I campioni sono stati sottoposti a simulazioni di atti vandalici e invecchiamento artificiale per verificarne l’efficacia, la durabilità e la compatibilità con il marmo. Questa fase sperimentale ha consentito di individuare il trattamento più idoneo, successivamente applicato sulle superfici restaurate per prevenire e limitare i danni derivanti da eventuali azioni vandaliche.

    Il progetto contribuisce alla conservazione di questi frammenti architettonici, ma anche alla loro valorizzazione, restituendone la leggibilità e migliorandone la fruizione da parte del pubblico. L’intervento si inserisce nel più ampio impegno del Parco archeologico del Colosseo nella tutela del patrimonio archeologico, attraverso un approccio integrato che combina ricerca, sperimentazione e applicazione delle più aggiornate metodologie di restauro, garantendo la trasmissione di questi manufatti alle generazioni future.